Sport e impresa: allenatori e manager a confronto

Businessman with a soccer ball

I parallelismi tra mondo dello sport e mondo aziendale sono ormai frequenti da anni. Da un decennio circa, le squadre di club, per aspetti di tipo strategico, organizzativo e finanziario possono essere sempre più assimilabili ad aziende di varia natura e dimensione.

È tuttavia interessante soffermarsi sulle ipotetiche analogie che si possono riscontrare tra la guida di un’azienda e la gestione di una squadra di calcio.

A tal proposto, partirei da 3 degli allenatori più vincenti degli ultimi anni: Carlo Ancelotti, Jose Mourinho e Pep Guardiola. Allenatori e manager con personalità e caratteristiche profondamente differenti e, proprio per questo, adatti a diversi contesti.

Tra questi: Carlo Ancelotti, unico allenatore in attività ad aver vinto nei 4 principali campionati europei, rappresenta sicuramente lo stereotipo del moderno manager d’azienda, abituato a gestire squadre di altissimo livello e campioni di prima fascia, con personalità forti e ingombranti. In azienda potrebbe ricoprire il ruolo di CEO in un importante gruppo multinazionale, abile a interfacciarsi con diversi stakeholders e differenti culture, a gestire con savoir fair le pressioni che provengono dall’ambiente (interno ed esterno) e a portare la propria squadra verso la vittoria. Una persona pacata ed equilibrata che guadagna il rispetto dei propri collaboratori sin dal primo giorno di lavoro, creando un ambiente sereno e stimolante.

Un professionista probabilmente antitetico a Carlo Ancelotti è Jose Mourinho. Allenatore eccentrico e di smisurata personalità, ha raggiunto i massimi risultati quando ha potuto accentrare su di se tutti i poteri presenti, o non presenti in questo caso, in società (vedi Inter del triplete). Mourinho incarna lo spirito dell’azienda padronale italiana, in cui l’imprenditore è anche il condottiero che si lega con un autentico patto di sangue ai propri “fedelissimi”. È il deus ex machina della società, nel bene e nel male, capace di generare elevatissimi livelli di commitment nei propri collaboratori. Orientato più che mai all’obiettivo finale, prende decisioni in totale autonomia, creando uno spirito di identificazione che spesso non ha eguali.

Infine c’è Pep Guardiola, straordinario innovatore, che necessita di contesti frizzanti e permeabili alle sue idee innovative di gioco. Maniaco dei dettagli e della perfezione è l’uomo da Start Up innovativa. L’uomo che ci crede sempre, amante del rischio, ottimista in qualunque situazione anche quando di positivo non c’è nulla: l’uomo per il quale c’è sempre qualcosa per cui ne valga la pena.

Sport e azienda, due mondi apparentemente differenti, ma con tantissimi elementi in comune. E tu, quale allenatore sei?

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