PETROLIO, ENERGIA, CROLLO DEI PREZZI E RINNOVABILI: IL MIX E’ SERVITO

Petrochemical Plant

 

Leggendo i giornali di tutto il mondo, da diversi mesi oramai compare sempre un articolo sul crollo del prezzo del petrolio.
Il fatto che il valore del Brent e del WTI non sia più relegato a testate specialistiche ma compaia su riviste divulgative è un segnale dell’importanza che il crollo dei prezzi sta avendo sull’economia globale. La situazione attuale è di estrema rilevanza, e merita una riflessione, andando a ipotizzare quali possano essere gli effetti sul nostro paese.

Alcuni cenni preliminari. Il prezzo del barile deriva da 3 elementi: il primo, e più importante, è il classico rapporto tra domanda e offerta. Come seconda cosa, esso deriva sostanzialmente dal sottostante finanziario che ne orienta il prezzo, estremizzando i trend ribassisti (short) o rialzisti (long). Il terzo elemento a influenzare il prezzo del barile è la negoziazione bimensile dei contratti futures.
In questo breve intervento tralascerò il secondo e il terzo, che sono tecnicismi finanziari, soffermandomi sul primo e, successivamente, facendo delle considerazioni circa il sistema energetico e industriale italiano.

Il motivo principale in base al quale il prezzo del petrolio è calato è semplice: l’offerta è molto più alta della domanda. Questa situazione si è verificata per diverse concause. Innanzitutto, i sauditi hanno deciso di muovere guerra ai Frackers americani (ovvero i produttori di shale oil), aumentando la produzione e facendo scendere il prezzo del barile sotto i costi di Break Even.
La differenza in questo caso è che mentre il governo saudita può decidere di finanziare le perdite attingendo alle enormi riserve auree che hanno accantonato negli anni, le aziende dello shale gas sono private e stanno finanziando la perdita produttiva facendo debiti.
Ad oggi la stima è di 200 miliardi di dollari, in crescendo. Le conseguenze saranno tragiche e le sconteremo con i primi fallimenti. Inoltre, la rimozione delle sanzioni all’Iran ha riaperto l’esportazione di greggio dai pozzi persiani, dove il governo vuole riconquistare fette di mercato a costo di perdere soldi, puntando a un investimento sul futuro.
L’economia cinese sta crescendo meno del previsto, con un aumento dei consumi più basso di quello stimato. I paesi OPEC e Non-Opec si sono ritrovati nell’impossibilità di raggiungere un serio taglio o blocco della produzione, a causa di interessi estremamente divergenti. I paesi importatori hanno approfittato del prezzo basso per aumentare le riserve di barili fino al limite massimo. Infine, il rallentamento industriale, il boom delle rinnovabili e il calo della domanda energetica europea sono la ciliegina sulla torta di un mix di situazioni che ha fatto crollare il prezzo del greggio del 300% in 12 mesi.

La prima reazione che possono avere i paesi importatori come l’Italia è che un prezzo basso del petrolio sia un vantaggio.
Sbagliato.
O meglio, corretto entro certi limiti, sbagliato a questi estremi.

Un prezzo estremamente basso del petrolio è un limite a tutta la filiera industriale italiana.

La finanza sta soffrendo in maniera quasi tragica la crisi petrolifera, concausa di un crollo delle borse trasversale in tutto il mondo che riduce in modo radicale la capacità delle istituzioni finanziare di fare da volano per finanziamenti alle industrie e ripartenza economica.

Anche per le energie rinnovabili il ribasso del prezzo del petrolio è dannoso, nella misura in cui il calo dei prezzi rende il petrolio una risorsa più conveniente rispetto ad altre forme di energia.

Le aziende che investono o operano nella filiera Oil&Gas spesso operano anche nella filiera energetica: andate a vedere il valore dell’azione di Eni o di Saipem e confrontatela con il bilancio e la capacità di investimento delle stesse. Infine, correlate il tutto con l’andamento del prezzo del WTI.
A questo punto, speriamo tutti in una risalita del prezzo del greggio il più rapida possibile e in un assestamento del valore azionario delle borse di tutto il mondo, per scongiurare il ritorno di un nuovo 2008.

 

 

One thought on “PETROLIO, ENERGIA, CROLLO DEI PREZZI E RINNOVABILI: IL MIX E’ SERVITO

  1. “…un segnale dell’importanza che il crollo dei prezzi sta avendo sull’economia globale…”

    O magari dell’effetto che il crollo dell’economia globale sta avendo sui prezzi. Il più intrigante cane che si morde la coda di ogni epoca.

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