Efficienza energetica: da necessità a virtù

 

L’inserimento degli Energy Manager nelle grosse realtà, la maggiore attenzione ai consumi energetici, lo sviluppo delle tecnologie e l’attenzione generale ai costi che caratterizza l’agenda delle principali realtà italiane, industriali e non, hanno portato alla nascita di professionalità ben definite e con una caratterizzazione tecnica di rilievo.

Il principale cambiamento, dal nostro punto di vista, è culturale. Fino a 20 anni fa, le spese energetiche erano considerate, da tutti gli utenti, una sorta di tassa. Per far girare le proprie macchine, per portare avanti il proprio core business, qualunque esso fosse, c’era da mettere in preventivo una bolletta energetica, senza porsi più di tanto il problema di quanto fosse e a cosa fossero dovute le varie voci della stessa. In realtà, una dinamica simile è presente anche dal punto di vista dell’economia domestica. Solo da pochi anni, con i cambiamenti dovuti al mercato libero, alla diffusione dell’illuminazione a led, alla generazione da rinnovabili (fotovoltaico in primis), gli utenti domestici hanno iniziato a ricoprire una parte attiva e consapevole rispetto al tema energetico in generale.

Il grande retaggio di tutti gli attori operanti nel mondo dell’efficienza energetica, è quindi quello di aver aiutato tutto il sistema italiano a prendere coscienza del fatto che i consumi energetici non siano una grossa black box, con un output pari all’importo in euro da disporre al fornitore di energia, ma un mondo costellato di vettori energetici, di modalità di consumo e recupero dell’energia, di razionalizzazione dei processi e di riduzione degli sprechi. Ci si è anche resi conto che esistono professionalità di estremo valore che aiutano le imprese a prendere conoscenza dei propri consumi.

L’efficienza energetica è un percorso che gli operatori del settore fanno intraprendere ai propri clienti, il primo passo di questo percorso è quello di aiutarli a prendere consapevolezza del fatto che l’energia è un valore prezioso, che va gestito e curato, e del quale non è giusto disinteressarsi. È il primo passo verso una consapevolezza aziendale che va oltre la conoscenza del proprio core business, ma che porta a prendere atto del fatto che le aziende non sono semplicemente un centro di profitto, ma fanno parte di una costellazione di enti, inseriti in un tessuto sociale fortemente interconnesso con il resto del panorama nazionale, e le cui azioni hanno, sempre, una conseguenza su tutto il dipinto, il nostro paese.

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